24 marzo 2017 Santi Caporali

p>Venerdì 24 marzo 2017 ore 20:30 br />Auditorium Battistella Moccia br />Piazza Vittorio Emanuele II - Pieve di Soligo TV

21 marzo 2017 Giornata della memoria e dell'impegno

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Dal 1996, l'associazione ""Libera"" celebra il primo giorno di primavera, il 21 marzo, con il ricordo delle oltre 900 vittime innocenti uccise dalla violenza criminale, leggendone i nomi con amore, affinché il dolore che il ricordo evoca sia il pungolo per un impegno sempre più determinato nel contrasto alle mafie.

Quest’anno il tema prescelto per la 22esima lettura è “Luoghi di speranza e testimoni di bellezza""  e la piazza principale sarà la cittadina di Locri (Reggio Calabria) per essere a fianco di una terra spesso ferita dalla ‘ndrangheta. In Veneto è stata scelta Verona come città simbolo, in questo momento la più fragile e la più esposta agli attacchi della criminalità organizzata.

Nel Quartier del Piave, la lettura dei nomi, a cura di alcuni studenti dell'istituto ""Marco Casagrande"" e dei loro docenti, si svolgerà a Pieve di Soligo, nel giardino della biblioteca comunale “Battistella Moccia”, martedì 21 marzo, alle ore 18 (in caso di maltempo si entrerà in auditorium).

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Cena della Legalità 2016

p>Venerdì 18 novembre 2016 ore 20.00 br /> presso casa delle Associazioni Via Battistella 1 - Pieve di Soligo TV "

con la partecipazione del Dott. Pasquale Borsellino, familiare di vittime di mafia, del Coordinatore Provinciale di Libera Treviso, Franco De Vincenzis. Parte del ricavato della cena sarà devoluto alla Cooperativa Sociale ""Terre Joniche"" Libera - Terra di Isola Capo Rizzuto (KR)

Per info e prenotazioni (entro il 15 novembre):
Grazia 3291629097 Manuela 335242002

 

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Paolo Borsellino - strage di via d'Amelio

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""Speriamo che cambi il vento, che venga il libeccio, e che si porti via quest’afa”
(Paolo Borsellino)

Palermo. Sono passati ormai ventiquattro anni da quando Paolo Borsellino pronunciò queste parole. Sperava che arrivasse un vento che spazzasse via quella cappa che già allora soffocava il nostro paese. Un vento di un'aria nuova, pulita, fatta di onestà, senso civico, rispetto e coraggio.

 

link: strage di via d'Amelio

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Referendum Costituzionale

p>Venerdì 15 luglio 2016 ore 20:30 br />Centro Balbi Valier Corte del Medà "

Referendum Costituzionale - le ragionni del SI e del NO
Dibattito pubblico e riflessioni sul processo riformatore in corso

Evento organizzato dall'Associazione Democrazia e Libera Presidio Peppino Impastato

Venerdì 15 luglio 2016 ore 20:30 - Centro Balbi Valier Corte del Medà
in caso di maltempo la serata si terrà nella sala conferenze dell'Hotel Contà

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Per non dimenticare

Per non dimenticare "la strage di Capaci 23.05.1992 il Presidio di Libera "Peppino Impastato" e Assiciazione Democrazia ...

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Per non dimenticare ""la strage di Capaci 23.05.1992 il Presidio di Libera ""Peppino Impastato"" e Assiciazione Democrazia pianteranno questa sera alle ore 19:00 un albero di ulivo presso l'orto sociale (lungo il percorso pedonabile di Pieve di Soligo).
In caso di maltempo l'incontro sarà rinviato a mercoledì stessa ora. Via aspettiamo.

 

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Il mondo si fa piatto

Don Ciotti a Treviso Maggio 2016

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“IL MONDO SI FA PIATTO”

incontro con DON LUIGI CIOTTI

per l’avvio del percorso di avvicinamento alla Fiera 4Passi 2016

Sabato 14 maggio 2016, ore 20.30

Presso Auditorium Santa Caterina” – Piazzetta Botter, 1 – Treviso

Intervengono inoltre:

Roberto Matterazzo della “Cooperativa Pace e Sviluppo di Treviso”
Franco De Vincenzis “Libera Treviso”
Antonio Silvio Calò
Marco Scolese “Cooperativa Tobinambur”
Condurrà l’incontro Elena Mattiuzzo, giornalista.

 

 

 

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condanna azioni del Fronte Veneto

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Nella notte tra il 6 e 7 maggio la sede del Presidio di Libera “Peppino Impastato” e dell'Associazione “Democrazia” di Pieve di Soligo, in via Vaccari 23, è stata nuovamente presa di mira da un’azione dimostrativa da parte dell'Associazione Culturale Fronte Veneto Skinhead. Sono state affisse alla porta una epigrafe con scritto ""Donati per beneficenza, venduti per lucro"" e due comunicati dal titolo ""Indagati per delle sagome di cartone......o forse perché abbiamo ragione?"".

L'azione fa riferimento ai fatti avvenuti nel mese di novembre 2015 rivolte a diverse sedi della Caritas e del PD del Veneto e della Emilia Romagna.

Il Presidio di Libera Peppino Impastato e l'Associazione Democrazia, presenti nel Comune di Pieve di Soligo, nel condannare il nuovo attacco subito, tengono a precisare la loro indipendenza dai partiti e ricordano che il loro impegno nel territorio è finalizzato esclusivamente alla costruzione di sinergie politico-culturali e organizzative, capaci di diffondere la cultura della legalità, della responsabilità e l'attuazione di iniziative aventi carattere amministrativo, culturale, ricreativo, sociale tendente a favorire la partecipazione di tutti/e i/le cittadini/e alla promozione dei valori di uguaglianza, di libertà politica e religiosa, di democrazia economica, di ripudio della guerra, di contrasto con ogni forma di discriminazione, coinvolgendo nel proprio operato le associazioni, le organizzazioni e le istituzioni del territorio.

L’Associazione Democrazia ed il Presidio di Libera “Peppino Impastato”, presenti sul territorio da quasi otto anni, nel promuovere incontri, dibattiti, ed ogni altra iniziativa pubblica, favoriscono la partecipazione dei partecipanti e il pluralismo delle voci messe a confronto, non dimenticando mai i principi su cui le loro azioni si fondano al fine di costruire una società viva, accogliente, eterogenea, formata da persone che sappiano vedere negli altri non un potenziale nemico, ma un possibile amico.

Una società ospitale, aperta alle differenze e cementata da diritti e doveri condivisi. Una società dove l’io e il noi non sono contrapposti e la vita delle persone sia custodita alimentata, non impiegata come strumento di potere, di sfruttamento, di profitto.

Presidio Libera “Peppino Impastato”
Associazione “Democrazia” di Pieve di Soligo

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Referendum 17 aprile 2016

Da qualche mese in Italia si parla del referendum contro le trivellazioni, promosso da nove consigli regionali, appoggiati da numerosi movimenti e associazioni ambientaliste tra cui il coordinamento No Triv. Il referendum si terrà il 17 aprile. Ecco cosa prevede e gli effetti che può avere.

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Quando si svolge il referendum?

Il referendum si svolgerà il 17 aprile. In molti chiedevano di spostare il voto a giugno, quando in diverse città italiane si terranno le elezioni amministrative, per risparmiare sull’allestimento dei seggi. La concomitanza tra amministrative e referendum avvantaggerebbe i promotori del quesito referendario, perché aumenterebbe la possibilità di raggiungere il quorum necessario affinché il referendum sia valido. Per raggiungerlo, deve andare a votare la metà degli aventi diritto. Il governo e il presidente della repubblica hanno deciso di convocare il referendum abrogativo il 17 aprile. La legge (decreto 98 del 2011) non prevede che le elezioni possano svolgersi in concomitanza con un referendum.

Cosa chiede il quesito referendario?

Nel quesito referendario si chiede: “Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?”. Il quesito riguarda solo la durata delle trivellazioni già in atto entro le 12 miglia dalla costa, e non riguarda le attività petrolifere sulla terraferma, né quelle in mare che si trovano a una distanza superiore alle 12 miglia dalla costa (22,2 chilometri).

Quali effetti può avere il sì al referendum?

Se vincerà il sì, sarà abrogato l’articolo 6 comma 17 del codice dell’ambiente, dove si prevede che le trivellazioni continuino fino a quando il giacimento lo consente. La vittoria del sì bloccherà tutte le concessioni per estrarre il petrolio entro le 12 miglia dalla costa italiana, quando scadranno i contratti. Tra gli altri saranno interessati dalla misura: il giacimento Guendalina (Eni) nell’Adriatico, il giacimento Gospo (Edison) nell’Adriatico e il giacimento Vega (Edison) davanti a Ragusa, in Sicilia. Non saranno interessate dal referendum tutte le 106 piattaforme petrolifere presenti nel mare italiano per estrarre petrolio o metano.

Perché il raggiungimento del quorum è necessario?

Raggiungere il quorum è necessario perché solo così il risultato del referendum sarà valido, come previsto dall’articolo 75 della costituzione italiana. Per essere valido devono andare a votare il 50 per cento degli aventi diritto.

Perché è rimasto in piedi solo un quesito referendario su sei?

Nel settembre del 2015 Possibile, il movimento fondato da Giuseppe Civati, aveva promosso otto referendum, ma non era riuscito a raccogliere le 500mila firme necessarie (secondo l’articolo 75 della costituzione) per chiedere un referendum popolare. Poche settimane dopo dieci consigli regionali (Abruzzo, Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna,Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise) hanno promosso sei quesiti referendari sulla ricerca e l’estrazione degli idrocarburi in Italia. L’Abruzzo si è poi ritirato dalla lista dei promotori.

A dicembre del 2o15 il governo ha proposto delle modifiche alla legge di stabilità sugli stessi temi affrontati dai quesiti referendari, per questo la cassazione ha riesaminato i quesiti e l’8 gennaio ne ha dichiarato ammissibile solo uno, perché glialtri sette sarebbero stati recepiti dalla legge di stabilità.

A questo punto sei regioni (Basilicata, Sardegna, Veneto, Liguria, Puglia e Campania) hanno deciso di presentare un conflitto di attribuzione alla corte costituzionale riguardo a due referendum, tra quelli dichiarati decaduti dalla cassazione. I consigli regionali contestano al governo di aver legiferato su una materia che è di competenza delle regioni in base all’articolo 117 della costituzione, modificato dalla riforma costituzionale del 2001. Il 9 marzo la consultavaluterà l’ammissibilità del conflitto di attribuzione. Se il conflitto sarà valutato ammissibile, allora la corte entrerà nel merito.

Se la corte costituzionale accogliesse i ricorsi delle regioni, i due quesiti referendari in precedenza non ammessi tornerebbero a essere validi e dovranno essere sottoposti agli elettori. I due quesiti riguardano il “piano delle aree” (ossia lo strumento di pianificazione delle trivellazioni che prevede il coinvolgimento delle regioni, abolito dal governo con un emendamento alla legge di stabilità) e la durata dei titoli per la ricerca e lo sfruttamento degli idrocarburi liquidi e gassosi sulla terraferma.

 

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